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DISTANZE IN CONDOMINIO: LA TETTOIA COSTRUITA A MENO DI 3 METRI DAL FONDO DEL VICINO VA DEMOLITA

24 Luglio 2017
Urbanistica in genere
Urbanistica in genere
Non è consentito installare una tettoia sull'immobile di proprietà se la stessa dista meno di 3 metri dal fondo del vicino. Lo ha deciso il Tribunale di Roma (sentenza 6 marzo 2017, n. 4479) che ha obbligato un condòmino a rimuovere la struttura che vietava al vicino di esercitare dalle proprie aperture la veduta in appiombo fino alla base dell'edificio. In particolare, la copertura in legno e pvc ritenuta "fissa" dai giudici capitolini, è stata installata a 1,40 metri di distanza dall'altra proprietà. Il Tribunale ha chiarito come la tettoia non possa essere considerata una pergotenda o un pergolato, in quanto entrambe sono caratterizzate "dall'essere realizzate con strutture leggere di esigua sezione" facilmente removibili "previo smontaggio e non per demolizione". La consulenza tecnica d'ufficio ha, inoltre, provato che la scarsa distanza tra la tettoia in legno e l'edificio del vicino faciliterebbe il ristagno di acque reflue e quindi la formazione di cattivi odori, e il proliferare di insetti. Per non parlare delle conseguenza sulla sicurezza dell'immobile, con i ladri che potrebbero utilizzare la tettoia per avere accesso all'appartamento del vicino.
Interessante anche la quantificazione del risarcimento danni. Secondo il Tribunale "in siffatti casi di obiettiva e palese difficoltà di quantificazione economica del pregiudizio subito, legittima ex art. 1226 cod.civ e insindacabile, in quanto costituente esercizio di un potere discrezionale riservato al giudice di merito, è la relativa valutazione equitativa, a meno che non risulti palesemente irrazionale o abnorme" (Cassazione 31 marzo 2011, n. 7483)”. In definitiva, il proprietario della tettoia, oltre a rimuovere il manufatto, è stato obbligato a risarcire al vicino una somma pari a 8 mila 400 euro “in ragione, cioè, approssimativamente, di cento euro per ogni mese di durata dell'abuso”.